COME PROTEGGERSI DAL CORONAVIRUS

COME PROTEGGERSI DAL CORONAVIRUS

Le linee guida del virologo, prof. Giorgio Palù, già direttore del laboratorio regionale di Microbiologia di Padova

Sono sempre più numerose le segnalazioni di contagi da Coronavirus in Cina, avvicinandosi rapidamente a quota 6000: il virus sta interessando la ricerca scientifica a livello mondiale.

Ne abbiamo parlato con il professor Giorgio Palù, virologo di fama mondiale ed oggi specialista in Oncologia e Patologia Generale presso la Casa di Cura Villa Maria a Padova, che segue il caso dall’Università di Padova.

Secondo il virologo non sarà possibile avere a disposizione un vaccino ad hoc per il coronavirus-2019-nCov in tempi brevi, perché il periodo di produzione di un vaccino si aggira generalmente intorno ai dieci anni: tempo necessario per la sperimentazione sia in termini di efficacia virale sia in quello di tutela della salute dell’uomo.

Ad oggi sono però disponibili delle misure di controllo epidemico e di prevenzione igienico-sanitaria e sociali, come misure di disinfezione, protezione ed isolamento. Non conoscendo le dimensioni reali dell’epidemia, continua il medico, le autorità cinesi stanno attuando un sistema di quarantena, nonostante questa decisione abbia dato origine a diverse polemiche.

Dalla provincia cinese di Wuhan, il virus sembra si sia stato rilevato anche in almeno altri dieci paesi del mondo: conosciamo la sequenza genomica che lo accomuna al virus della SARS e in maniera più evidente al virus del pipistrello da cui si originò quello della SARS, evidenzia il prof. Palù, e un virus con queste caratteristiche rischia di diffondersi con maggiore facilità perché sopravvive insieme alla persona e può vivere più a lungo, causando un impatto elevato, non solo nella vita sociale e lavorativa delle persone ma in particolar modo su ospedali e strutture sanitarie.

Un altro fattore da tenere in considerazione è la carenza di informazioni a disposizione della comunità scientifica per quanto riguarda le modalità di trasmissione all’uomo: non è stata ancora identificata l’identità dell’ospite intermedio, anello di congiunzione tra il pipistrello e l’uomo, che risulta fondamentale per studiare il virus.

Risulta fondamentale quindi, attenersi alle misure igieniche più semplici per evitare l’infezione respiratoria, indica il virologo: il virus non è libero di trasmettersi nell’aria e per necessita della presenza di un vettore come le goccioline di aerosol o il contagio delle mani.

Lavarsi le mani, fare attenzione ai contatti e nel caso in cui si sospetta la presenza di qualche sintomo è importante rivolgersi al medico o alle strutture sanitarie, come Villa Maria, che sapranno valutare al meglio la situazione.

30 gennaio 2020, Notizie

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